Carrara, «Non esiste artigianato artistico senza… artisti. La soluzione resta quella della bottega scuola» – La Voce Apuana – La Voce Apuana

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lunedì, 14 novembre 2022 – Aggiornato alle 21:13
Il direttore e il presidente della categoria marmo della Confartigianato apuana: «Gli scultori sono sempre meno. Bisogna snellire la burocrazia»
CARRARA – «Non si può rilanciare l’artigianato artistico del marmo senza quella che è la ‘materia prima’: gli scultori, quelli veri, che ancora usano il cuore, la mente e le mani per trasformare un’idea in opera d’arte, sono sempre meno. Dobbiamo lavorare per far sì che ci sia un ricambio generazionale, per far sì che gli artigiani possano tramandare il loro sapere a nuove leve». E’ la Confartigianato apuana a rilanciare una battaglia essenziale per il mondo dell’artigianato che ruota attorno al lapideo a Carrara, tramite il direttore Gabriele Mascardi e il presidente della categoria Confartigianato Marmo, Michele Monfroni. Lo fa a poche ore di distanza dall’approvazione in giunta regionale di una mozione del consigliere Giacomo Bugliani che riguarda appunto la tutela dell’artigianato artistico. «Se ne parla da tanti anni – evidenzia Mascardi – e le associazioni di categoria hanno portato avanti diversi tentativi nella consapevolezza che l’artigianato artistico fa il bene della città e del territorio. Si è provato a costituire un consorzio, a istituire la punzonatura che certificava la qualità della filiera, dal blocco all’opera finita. Ma i vari tentativi sono falliti anche per il mancato supporto della politica. Oggi arriviamo a parlare di rilancio artistico trascurando un dato fondamentale: di scultori ce ne sono sempre meno, soprattutto quelli depositari del sapere della lavorazione che non riescono a tramandare». Perché? «Per un artigiano è difficile avere apprendisti in laboratorio – evidenzia il direttore -, anche i costi sono proibitivi. Servono dai 20 ai 25mila euro l’anno. Per questo era stata istituita la legge regionale del 2008 che già allora istituiva e riconosceva agli scultori la qualifica del maestro artigiano, con il laboratorio che diventava ‘bottega scuola’ così da permettere allo stesso artigiano di poter insegnare e trasmettere esperienze e conoscenze». E’ un sistema che non funziona? «I limiti sono enormi, giuslavoristici soprattutto – continua Mascardi -. Ci vuole un mare di burocrazia, bisogna fari certificare e dimostrare l’attitudine all’insegnamento che non è per niente facile. La qualifica viene rilasciata dalla Cra, commissione regionale artigianato. La legge prevede però di poter costituire una commissione provinciale che abbiamo richiesto più volte, provando a ottenere un tavolo congiunto fra Camera di Commercio e Comune di Carrara senza essere ascoltati. Senza ricambio generazionale, non avrà più senso parlare di artigianato artistico». Il rischio è quello di robotizzare gran parte del processo come evidenzia Monfroni, uno dei pochi ad aver ottenuto la qualifica di maestro artigiano: «La tecnologia c’è e ci deve essere ma non deve sostituire l’uomo. La forza di Carrara sta nella manualità e genialità dei suoi artigiani. Non è la strada giusta e non dai importanza alla lavorazione artistica tradizionale». Come funziona una bottega scuola di un maestro artigiano? «C’è un fermento negli ultimi anni da parte dei ragazzi che vengono per apprendere il mestiere. La qualifica di maestro artigiano ha funzionato ma raggiungere questo status non è per niente facile. Ed è evidente ormai la mancanza di manodopera. Molti scultori che insegnano oggi lo fanno per passione, non hanno nessun supporto o aiuto. Oltre a snellire il processo per diventare maestri artigiani servono anche delle politiche del lavoro attive». In tal senso, il direttore di Confartigianato si domanda quindi a che cosa servano gli oltre 500mila euro stanziati dalla Regione per l’artigianato artistico: «Forse sarebbe meglio fare un tavolo con chi veramente conosce il settore, vive il laboratorio, per decidere insieme come destinare queste risorse». Infine un accenno sulla vicenda della sentenza del tribunale di Firenze nei confronti di una ditta carrarese, interdetta all’uso del David di Michelangelo per fini commerciali: «Ci siamo mossi sin dai primi giorni per dirimere la questione e abbiamo inviato tutti i documenti agli uffici legali della Confartigianato a Roma. In attesa delle decisioni definitive stiamo quindi preparando delle azioni difensive e coinvolgeremo nella questione i nuovi parlamentari eletti nella circoscrizione».
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