Gli artigiani mantovani: «La politica ci aiuti su energia, fisco e infrastrutture» – La Gazzetta di Mantova

Confartigianato ha scelto di incontrare i candidati. Cna ha preferito l’appello: «Servono provvedimenti mirati»
MANTOVA. L’artigianato mantovano si mobilita per chiedere più attenzione alla politica in vista delle elezioni del 25 settembre. Confartigianato e Cna, oltre 10mila imprese con circa 30mila addetti, si stanno muovendo su due binari diversi.
Confartigianato ha organizzato degli incontri diretti con i vari candidati al Parlamento per illustrare le richieste. Nella sede di Porto Mantovano si sono già presentati la ministra Mariastella Gelmini di Azione e il deputato uscente Andrea Dara della Lega. Giovedì 15 settembre toccherà alla consigliera regionale Antonella Forattini, candidata alla Camera per il Pd . Cna, invece, ha scelto la strada dell’appello che il presidente Nicola dall’Argine e il direttore Elisa Rodighiero hanno rivolto ai candidati mantovani.
Sia a Gelmini sia a Dara, Confartigianato ha illustrato le misure richieste per favorire, in tutt’Italia, lo sviluppo dell’artigianato e delle micro e piccole imprese, e quelle necessarie per incentivare le imprese mantovane. Sul primo fronte c’è bisogno di rivedere la fiscalità e il credito alle imprese. La pressione fiscale sulle imprese va ridotta tramite una tassazione agevolata del reddito d’impresa non prelevato, uguali detrazioni Irpef per tutti i redditi da lavoro e superamento dell’Irap.

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Inoltre, vanno potenziati i sistemi di garanzia per garantire alle imprese la liquidità necessaria per andare avanti. Servono anche incentivi per migliorare la competitività delle imprese e, soprattutto, c’è bisogno di promuove una buona burocrazia affinché la pubblica amministrazione non sia un ostacolo allo sviluppo delle aziende. Il futuro, però, passa dal rispetto degli obiettivi previsti nel Pnrr, che va attuato garantendo la massima inclusione delle piccole imprese. Sul fronte dell’energia, Confartigianato chiede un tetto europeo al prezzo del gas per far diminuire le bollette, mentre su quello del lavoro va ridotto il cuneo fiscale e contributivo.
Per quanto riguarda le imprese mantovane, il nuovo Governo dovrebbe incentivare la sostenibilità portuale di Valdaro e la creazione della Zls, il potenziamento del trasporto ferroviario e il completamento del Tibre ferroviario, con la tratta Mantova-Cremona inserita tra le priorità, la manutenzione della viabilità con massima attenzione ai ponti sul Po. Va fatto un sforzo per migliorare la competitività con la promozione dell’artigianato di filiera tipico del territorio a cui si aggiunge quello artistico per sviluppare il territorio dal punto di vista turistico.
Bisogna, poi, semplificare la burocrazia per organizzare le comunità energetiche, incentivare i processi di autoproduzione e garantire l’impiego delle imprese di prossimità nelle opere pubbliche. Infine, va sostenuta l’occupazione giovanile con i percorsi di alternanza scuola-lavoro, con i laboratori territoriali e promuovendo la presenza delle imprese all’interno dei laboratori scolastici.
«La politica ha il sacrosanto dovere di tutelare e sostenere uno dei settori economici strategici del Mantovano e del nostro Paese» è, invece, l’appello dei vertici mantovani di Cna.
Il presidente Dall’Argine e il direttore Rodighiero hanno posto l’accento sulle proposte della Cna che riguardano il territorio mantovano e il sistema Pese, sottolineando che «occorre sostituire la cultura dell’emergenza con una ritrovata capacità di guardare le profonde trasformazioni che investono la società e sviluppare azioni e provvedimenti a misura anche di artigiani e piccole imprese».
Il presidente ha precisato che «esiste un problema serio di sopravvivenza di tante piccole imprese dovuto in particolare all’incremento enorme dei prezzi dell’energia con aumenti che nei soli primi sette mesi di quest’anno sono stati superiori al 300%. Si tratta di un problema dalle dimensioni imponenti, che va affrontato prima di tutto in sede europea, ma sicuramente lo si potrebbe attenuare con il recepimento della proposta Cna, di riconoscere anche alle imprese il credito d’imposta, così da permettere l’equipaggiamento con impianti fotovoltaici di almeno 125mila capannoni». Non solo.
«Cna ha predisposto una ricerca per le imprese associate per conoscere la fattibilità di costituire le comunità energetiche e dell’autoconsumo – ha aggiunto Rodighiero – un’importante opportunità sul fronte dell’efficienza energetica, in grado di garantire risparmi notevoli e agire indirettamente sui costi. Inoltre, sull’efficientamento energetico occorre mantenere in vita i bonus edilizi, Superbonus in testa, invece di porre paletti che potrebbero mettere a rischio le aspettative di tante famiglie e, addirittura, far chiudere migliaia di imprese artigiane che hanno avuto la sola colpa di aver adempiuto a una legge dello Stato».
Con l’energia, un altro punto critico per le piccole imprese è rappresentato dalla carenza di personale specializzato che non permette alle aziende di crescere e nemmeno, in molti casi, di sopravvivere.
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