Homo Faber, a Venezia torna l'appuntamento con la grande bellezza dell'artigianato – la Repubblica

La bellezza salverà il mondo. E Venezia, all’isola di San Giorgio Maggiore, diventa fino al primo maggio il magico scrigno in cui torna Homo Faber, l’appuntamento per la promozione e la celebrazione del più raffinato artigianato artistico internazionale grazie a un team di designer, curatori e architetti di fama mondiale.
Per questa edizione, un capitolo speciale è dedicato ai maestri d’arte giapponesi, considerati nel loro Paese, “custodi di proprietà culturali immateriali”. A mostrare il loro ancestrale savoir faire, saranno esibiti kimono tinti a mano, squisite porcellane, un’arpa laccata e altri oggetti fantastici, riuniti sotto il titolo Il giardino delle 12 pietre, in quanto gli oggetti saranno esposti su dodici blocchi. Mentre una mostra fotografica svelerà il dietro le quinte degli atelier segreti di questi maestri giapponesi.

Homo Faber, curato da Alberto Cavalli, vede in campo la Fondazione Cologni e la Fondazione Giorgio Cini, con il suo complesso architettonico sull’Isola di San Giorgio, con quattro mila metri quadrati di spazi espositivi, e la possibilità di vedere la Biblioteca del Longhena e l’ex piscina Gandini, solitamente chiuse.
Durante laboratori ed esibizioni dal vivo, i visitatori potranno sperimentare le eleganti tradizioni del Giappone come l’Ikebana e la famosa cerimonia del tè. E attraverso i maestri artigiani giapponesi si potrà scoprire l’influenza di questa sofisticata cultura sull’artigianato internazionale e il suo legame con il mondo dell’arte, del design e del teatro che ha lasciato il segno anche nei grandi marchi del lusso come Chanel, Hermès, Cartier, Dolce&Gabbana, Alaïa, solo per citarne alcuni.
Homo Faber offre la magia del fatto a mano d’alto livello e coinvolge, come curatori e designer, ben ventidue personaggi. Tra gli altri Jean Blanchaert che insieme all’archistar Stefano Boeri ha creato un moderno cabinet de curiosité con oggetti fatti da artigiani che rappresentano il meglio dei mestieri d’arte d’Europa. Michele De Lucchi, altro grande architetto italiano, renderà omaggio all’arte della lavorazione della carta con artigiani che mostreranno tutta la loro creatività.
A Homo Faber ci sarà anche un intervento straordinario di Robert Wilson, il regista americano pronto a svelare le influenze giapponesi dietro le sue produzioni teatrali, in particolare Madama Butterfly di Puccini. L’ex piscina Gandini sarà trasformata per questa occasione in un palcoscenico d’eccezione che permetterà al pubblico di immergersi nelle sue geniali rappresentazioni con luci, suoni, costumi, video e oggetti di scena realizzati da un team di maestri artigiani esperti in tecniche di lavorazioni antiche.
Il tour della bellezza, a cura della Fondazione Cologni, continua tra l’altro con un confronto tra Italia e Giappone, approfondendo le loro relazioni meravigliose, dove si possono vedere pregevoli oggetti d’artigianato italiano ispirati ai motivi decorativi tipici della cultura del Sol Levante.
Ma Venezia, da sempre, è la città che ha fatto dell’artigianato il suo vessillo e così Homo Faber si espande anche tra i canali della laguna per permettere ai visitatori di esplorare una Venezia segreta con visite esclusive nei laboratori, negli atelier, nei musei e nelle botteghe d’arte.
 

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