Inaugurata la seconda edizione di Homo Faber sull'Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia nel nome della “sostenibilità culturale e sociale” – Arte Magazine – Arte Magazine

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VENEZIA – Ha preso il via la seconda edizione di Homo Faber 2022, l’evento espositivo internazionale dedicato all’alto artigianato, che sarà ospitato fino al 1 maggio 2002 sull’Isola di San Giorgio Maggiore. 
La manifestazione è stata organizzata dalla Michelangelo Foundation for Creativity and Craftsmanship, in partnership con la Fondazione Giorgio Cini, la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, la Japan Foundation e la Fondation Bettencourt Schueller. 
In occasione dell’esposizione la Fondazione Cini, come spiegato  dal Segretario Generale Renata Codello, “presenta e rende accessibili al pubblico per la prima volta, due importanti spazi sull’Isola di San Giorgio Maggiore: l’Ex Scuola Nautica e la Sala Messina”. Questi luoghi, da tempo inaccessibili – ha sottolineato Codello – dopo essere stati un luogo di formazione per i giovani e una intima cappella, sono stati completamente restaurati nel corso dell’ultimo anno, grazie al fondamentale sostegno del Magistrato alle Acque di Venezia. Dal 10 aprile ospiteranno per la prima volta, dunque, 2 delle 15 esposizioni legate all’alto artigianato artistico”.
Gli altri spazi inediti coinvolti sono la Biblioteca del Longhena e la Piscina Gandini, trasformati per l’occasione in scenari “dove i mestieri d’arte sono protagonisti con tutta la forza esotica delle culture nel mondo”.
Homo Faber ha per la Cini un significato ulteriore.” – afferma il Presidente della Fondazione Giorgio Cini Giovanni Bazoli – “Oggi si parla molto di sostenibilità ma spesso si dimentica che, accanto al raggiungimento di risultati in termini energetici ed ecologici, tra gli obiettivi dell’agenda 2030 si parla anche di sostenibilità culturale e sociale, concetti spesso ribaditi anche dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. La Fondazione Cini è da sempre un laboratorio delle scienze umanistiche che ha come obiettivo la creazione della cultura della sostenibilità, puntando su valori che pongono al centro le qualità, le abilità umane, la creatività, l’originalità e la bellezza, caratteristiche tipiche del nostro PaeseIn quest’ottica lo straordinario progetto Homo Faber, di cui la Cini è partner” – prosegue ancora il Presidente Bazoli – “è indiscutibilmente l’esempio emblematico della valorizzazione di tali saperi e ci indica come è possibile lavorare sul tessuto sociale e culturale andando verso la sostenibilità.
Tra i protagonisti di questa seconda edizione c’è anche Stefano Boeri Interiors, lo studio multidisciplinare fondato dagli architetti Stefano Boeri e Giorgio Donà, che firma il progetto allestitivo di Next of Europe, la mostra tematica curata dal gallerista Jean Blanchaert coadiuvato da Irina Eschenazi: una rassegna dei migliori maestri d’arte d’Europa e dei loro magnifici oggetti.
Il progetto si sviluppa su due sale comunicanti tra loro. Nella prima sala l’installazione audiovisivaSTRUMENTI”, realizzata dall’artista e regista italiano Davide Rapp, accoglie lo spettatore facendolo immergere nella combinazione dei suoni emessi dagli utensili utilizzati dagli artigiani. Il video proiettato, composto da estratti video provenienti dall’archivio della Fondazione Cologni, abbina il susseguirsi delle immagini di mani al lavoro a quelle degli utensili all’opera trasformati in inaspettati strumenti musicali che, per accumulazione progressiva, definiscono due montaggi audiovisivi alternati come i brani musicali di un disco singolo.
Attraverso un varco, si accede poi alla grande sala espositiva all’interno della quale, come in un cabinet de curiosités, oltre 150 oggetti artigianali di varia natura, forma, dimensione e provenienti da tutta Europa vengono raccolti all’interno di una grande struttura modulare che, con i suoi 70 metri lineari, occupa l’intera superficie perimetrale della sala.
Al centro della stanza, distribuite in ordine sparso, si trovano le postazioni degli artigiani. Banchi da lavoro di forma circolare sormontati da dischi a specchio che permettono un’amplificazione della prospettiva dello spettatore sul tavolo da lavoro, dove hanno luogo le performance degli artigiani intenti, come nella quotidianità, a praticare il proprio mestiere e a tramandarne le tecniche, le gestualità e il sapere. 
Nel progettare l’allestimento nella Sala degli Arazzi di Fondazione Cini- spieganogli architetti Stefano Boeri e Giorgio Donà, co-fondatori di Stefano Boeri Interiors – abbiamo pensato a uno spazio che fosse in grado di lasciare al visitatore la libertà di muoversi e vivere un’esperienza istantanea e il più possibile esaustiva del lavoro artigianale. La video installazione e il gioco di riflessi creato dagli specchi sul soffitto fanno sì che siano le mani, gli strumenti da lavoro e gli artigiani stessi all’opera a diventare i protagonisti della grande sala e a raccontare, come nel desiderio di Jean Blanchaert, l’attenzione e la dedizione che ogni singolo oggetto esposto richiede per esser prodotto”.

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