Le Ceramiche di Castelli e la “Cappella Sistina della maiolica”, una storia di artigianato italiano giunta fino a New York e Londra – VicenzaPiù

Quella della ceramica è una storia antichissima, le cui origini si perdono indietro nei millenni. Una storia che già ai tempi degli antichi greci ha visto trasformarsi la produzione di manufatti di uso quotidiano in una vera e propria forma d’arte. Ad oggi, in Italia, sono diverse le regioni che ancora portano avanti questa tradizione. Andiamo a scoprire le ceramiche di Castelli, in provincia di Teramo, un’arte tramandata di generazione in generazione, che continua a costituire un forte elemento identitario per questa piccola comunità.
Castelli e la ceramiche erano destinate ad incrociare le proprie strade. Il territorio attorno al paesino, ai piedi del Monte Camicia, si distingue per i suoi calanchi argillosi, che da secoli offrono la materia prima per la produzione dei manufatti. La presenza di corsi d’acqua, altro elemento fondamentale per la lavorazione, e di legnaie per l’alimentazione dei forni, hanno poi creato la ricetta perfetta.
In relazione alle ceramiche castellane, si può parlare di maioliche: la differenza sostanziale tra una ceramica “semplice” e una maiolica è il trattamento di quest’ultima con un particolare tipo di smalto, che le conferisce la sua peculiare lucentezza. Si parte plasmando l’argilla con l’ausilio di vari strumenti. Il manufatto viene poi essiccato e cotto al forno a una temperatura che sfiora i 1000 gradi centigradi, quindi smaltato e, una volta asciutto, decorato.
I colori utilizzati per dipingere la superficie dei manufatti sono di origine minerale: si tratta di polveri di ossidi di elementi di cui la zona è ben fornita come rame, manganese, cobalto. Attente e precise pennellate, rigorosamente a mano libera, e la ceramica torna in forno, per imprimere per sempre il disegno.
Vasi, piatti, ma anche pipe, fischietti e suppellettili di ogni genere: la fantasia degli artigiani plasma la ceramica e le dà qualsiasi forma. C’è però una creazione molto speciale che i castellani hanno donato alla propria terra. A poca distanza dal paese sorge una piccola chiesa dedicata a San Donato. La particolarità di questa chiesetta di campagna è il suo soffitto, che la rende unica al mondo: il tetto a spioventi è ricoperto di centinaia di mattoni di maiolica decorata (foto sopra), risalenti al XVI secolo. Questa sua peculiarità artistica le è valso il soprannome di “Cappella Sistina della maiolica” da parte dello scrittore Carlo Levi.
Castelli celebra il suo più prezioso prodotto in un museo dedicato. Anche in altre parti d’Abruzzo e d’Italia è possibile ammirare alcuni capolavori dell’arte castellana, in occasione di mostre esposizioni.  La fama delle maioliche di Castelli, tuttavia, ha varcato anche i confini italiani. C’è un pezzo d’Abruzzo in Russia, all’Hermitage di San Pietroburgo; a New York, al Metropolitan Museum of Art; a Londra, al British Museum.

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