Le Icone del Design al Cinema: il programma completo – Elle Decor

Tutti i film in scena all’ADI Design Museum dal 21 al 23 ottobre 2022
In occasione di “Le Icone del Design al Cinema. Italia 1960-1990“, la rassegna a cura di Silvia Robertazzi e Porzia Bergamasco, da un’idea di Emilio Tremolada, per Milano Design Stories di Hearst Italia, pubblichiamo la sinossi dei film in programma dal 21 al 23 ottobre 2022 all’ADI Design Museum di Milano.
Proiezione speciale
Davide Maffei, Italia 2022, 84’
Architetto, Designer, Scultore. Tre etichette in rigoroso ordine alfabetico, tre sfaccettature di un unico progettista: Angelo Mangiarotti. Sicuramente una delle figure più poliedriche e, per certi versi, “asimmetriche” del panorama italiano, fautore di una ricerca trasversale tra le discipline, quasi un “combattente solitario” rispetto all’evoluzione delle scuole di pensiero dominanti nell’Italia del dopoguerra. Il film-documentario indaga la figura di Angelo Mangiarotti nel contesto della cultura progettuale del Novecento italiano con particolare riguardo alla sua attitudine e sensibilità nei confronti della materia e dei materiali. Le riprese alle sue architetture e le interviste ai suoi collaboratori, clienti e amici approfondiscono punti di contatto e risonanze tra le varie discipline in cui ha operato, cercando di ricostruirne la profondità di pensiero, la spiccata tensione verso l’innovazione e la intrinseca poesia delle sue realizzazioni.
Venerdì 21 ottobre 2022
21:30 – 23:30
Cecilia Fabiani, Emilio Neri Tremolada, Italia 2013, 4’53”
Come è nato il design in Italia? L’eclettico critico d’arte e design Gillo Dorfles (1920-2018) riflette sui primi industriali illuminati, sul significato della produzione di serie, sulla grafica e sul design industriale. Perché un professore di estetica, oltre a parlare di Aristotele e Picasso, guarda da sempre anche alla moda, al design, e al rapporto con l’arte.
Francesca Molteni, Italia 2020, 6’33”

Un diario di viaggio nel tempo e nello spazio sulle tracce di una storia particolare nell’articolata storia del design italiano: quella della ceramica. La ricerca tratteggia una mappa storico geografica, dal secondo dopoguerra a oggi, con attenzione particolare al rivestimento ceramico in architettura e al design delle superfici, della produzione industriale e dell’innovazione tecnologica, formale e dei materiali. Una accanto all’altra, sfilano le aziende con i loro prodotti, che hanno raggiunto l’intero globo contribuendo alla diffusione del Made in Italy e del “modo italiano” di vivere la modernità.
Daniele Maricondi, Emilio Neri Tremolada, Italia 2014, 6’51”

Franca Helg (1920-1989) si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1945. Una pioniera. Dopo i primi anni di attività autonoma, a partire dal 1950 lega il suo nome a quello di Franco Albini, con cui due anni dopo costituisce lo studio Albini-Helg. Una storia puntellata da invenzioni di uno stile illuminato e incisivo e coronata anche dall’attività accademica con la cattedra di Composizione Architettonica al Politecnico di Milano. Il breve filmato ne focalizza una parte: la collaborazione con l’azienda Vittorio Bonacina e la sua speciale interpretazione del giunco e del midollino.
Valeria Parisi, Italia 2015, 52’

A cinquant’anni dalla morte, la storia di Le Corbusier, uno dei più importanti architetti e artisti della sua generazione, torna a vivere attraverso le voci di esperti del settore, come il designer Karl Lagerfeld, l’architetto Richard Meir, lo storico dell’architettura Jean Louis Cohen. Le loro testimonianze, insieme a documenti e riprese video di archivio originali, tratteggiano il racconto di un artista rigoroso e innovatore, divenuto un modello cui aspirare nel campo artistico a tutto tondo.
Matteo Frittelli, Italia 2018, 6’30”

Sensibilità e tecnica sono racchiusi nell’universo progettuale di Osvaldo Borsani (1911-1985). Architetto, designer e imprenditore – nel 1953 con il fratello Fulgenzio fonda l’azienda “atelier” Tecno – fin dagli Anni 30 ha disegnato un modo nuovo e moderno per la casa e l’ufficio, con un’inclinazione estetica unica e inconfondibile che travalica il tempo. Il breve documentario, realizzato per la monografica alla Triennale di Milano a lui dedicata, curata da Norman Foster e Tommaso Fantoni, è costruito con ritmo leggero e prezioso materiale d’archivio. Presenta una carrellata del suo lavoro e delle sue idee, ricostruendone la poliedrica personalità.
Marcello Piccardo (soggetto Bruno Munari), Italia 1967, 9’

Monte Olimpino è una piccola località, nei pressi di Como. Qui, nel 1962, Bruno Munari e Marcello Piccardo danno vita a un Laboratorio di ricerca che trattiene il luogo nel nome: Studio di Monte Olimpino. Nascono progetti sperimentali di documentazione audiovisiva. Unici nel loro genere e per il tempo in cui vengono realizzati. Fra questi, resta memorabile il video che riprende Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel loro studio con accorgimenti cinematografici innovativi: teleobiettivo per le persone, fish-eyeper gli ambienti, leggero rallenty e un sonoro industriale. Quasi a costruire con i sensi e i movimenti, le creazioni dei due famosi fratelli del design italiano.
Sabato 22 ottobre 2022
11:00 – 13:45
Davide Maffei, Italia 2020, 90’

Il “prodotto che comunica valore”, le “macchine come monumenti domestici”, la differenza fra stile e disegno: rappresentano il “mito Olivetti”, ma anche la nascita della cultura del design del prodotto industriale e il passaggio epocale della meccanica all’elettronica di consumo fino alla scommessa nel competitivo settore dell’informatica. Davide Maffei ripercorre in modo inedito il periodo che va dagli Anni 60 agli Anni 90, la cosiddetta era “post-Adriano”. Dall’arrivo di Ettore Sottsass e l’avvio della sua colorata rivoluzione dell’ufficio fino alle forme e rivestimenti di gomma dei calcolatori portatili di Mario Bellini. E poi il meta progetto di corporate identity di Clino Trini Castelli, che innova il linguaggio aziendale. La grafica d’avanguardia di Perry King e Santiago Miranda. Gli allestimenti d’artista. Una storia che merita di essere ancora raccontata.
Cecilia Fabiani, Emilio Neri Tremolada, Italia 2013, 7’55”
Nanda Vigo (1936-2020), artista imprestata al design, apre le porte della sua casa studio. Si fa vivo il racconto della sua speciale passione per i materiali evanescenti, quali vetro, specchio e luci, tema ricorrente declinato in modo unico nel suo lavoro. Terragni, Ponti, Fontana, Manzoni, il Gruppo Zero, ma anche Driade e Arredoluce, si fondono nello spazio e nel tempo.
Francesca Molteni, con la collaborazione di Franco Raggi, Italia 2013, 8’33

Operare in ambiti differenti e coniugare il progetto con l’innovazione delle tecnologie e le peculiarità delle imprese. A partire dal secondo dopoguerra e per oltre cinquant’anni, Marco Zanuso (1916-2001), ha collaborato per l’industria italiana nei settori dell’arredamento e degli elettrodomestici. Ha progettato oggetti diversi che con grande diffusione hanno costruito il nostro paesaggio domestico – come dimenticare il telefono Grillo? – e alcuni permangono ancora oggi in produzione. Silenti testimoni della longevità di una corretta qualità progettuale.
Elia Romanelli, Italia 2015, 30’

Frutto di cinque incontri svolti in tre anni e in stagioni e momenti diversi, il documentario osserva un processo inosservabile: quello che fa sì che una lettura diventi una sedia, un brano una barca, una persona una casa. Coglie e mostra il vissuto umano che Tobia Scarpa, architetto designer e restauratore, sembra utilizzare come principale materia dei suoi “oggetti”. Prima del legno, del ferro, del mattone. E poi loro, le cose con un’anima. La trasmutazione del pensiero nel fare, e viceversa, seguono il ritmo di una quotidianità che, nel variegato mondo di Scarpa, si muove lenta fra estetica e funzionalità, tecnica e tradizione, sogni e bisogni.
Sabato 22 ottobre 2022
14:00 – 17:00
Beatrice Corti, Italia 2013, 26’54”

Fondata nel 1957 – dal 2000 portata avanti dal gruppo Artemide con Carlotta de Bevilacqua – Danese Milano inaugura una stagione inedita del design italiano con una progettualità eclettica. Dalle edizioni d’arte a una vasta gamma di oggetti di uso quotidiano il brand milanese è tutt’ora una realtà la cui arte ha un intento pedagogico e l’obiettivo di trattenere una narrazione. Il tutto senza dimenticare l’importanza della sostenibilità e con un ispiratore d’eccellenza come Bruno Munari. Un’eredità che viene perpetuata, risultando anticipatoria, dai designer dell’oggi.
Emilio Neri Tremolada, Italia 2015, 3’

Divano, letto o chaise longue. Il divano senza scocca composto da due parti, che si incastrano con il caratteristico profilo a onda, fa il suo debutto nel 1966. La cornice è la mostra Superachitettura, curata a Pistoia dagli stessi autori, il gruppo Archizoom, insieme ad Adolfo Natalini, che da lì a poco avrebbe fondato Superstudio. La mostra fu visitata da Ettore Sottsass, allora art director di Poltronova. Un incontro felice che diede avvio alla collaborazione fra Archizoom e l’azienda toscana e al viaggio duraturo di Superonda, ancora oggi prodotto da Centro Studi Poltronova.
Beatrice Corti, Italia 2015, 47’

Un tassello fondante dell’industria del design. Intuito, innovazione, passione, modernità compongono la personalità di Piero Ambrogio Busnelli (1926-2014) che con la sua B&B Italia fin dagli Anni 60 sperimenta le tecnologie più avanzate e nuovi materiali, a iniziare dal poliuretano. Il racconto celebra i primi 50 anni dell’azienda brianzola, festeggiati nel 2015, che ha ancora sede nel nuovo edificio progettato nel 1972 da un esordiente Renzo Piano. Ricordando, fra il resto, i quattro compassi d’oro assegnati ad alcune delle tante le icone, molte ancora in produzione, firmate dai designer divenuti fra i più noti al mondo.
Valeria Parisi, Italia 2016, 50’
Dandy elegantissimo, raffinato classicista, amante della cultura inglese e del golf, designer e architetto che ha plasmato il paesaggio urbano milanese. Autore di icone che hanno fatto storia. Vico Magistretti (1920-2006) ha sempre inseguito una semplicità che definiva “la cosa più complicata del mondo”. Il resto è ricerca continua, sperimentazione innovativa dei materiali, introduzione di soluzioni spaziali diverse, invenzione di forme e funzioni. Ha scritto capitoli importanti della cultura del progetto italiano, contribuendo a portarlo lontano dai confini nazionali.
Andrea Caccia, Italia 2006, 4’19”
Una sperimentazione ardita sulle capacità espressive di una fibra sintetica: cocoon, che letteralmente significa “avvolgere in un bozzolo”. È una resina che si applica a spruzzo intorno a un’esile struttura di metallo. Avvolgendola e poggiandosi sulle parti più sporgenti, crea la forma del diffusore. Nel 1960 sono Achille e Pier Giacomo Castiglioni ad utilizzarlo per la realizzare le lampade Gatto, Teraxacum 1 e Viscontea. Mai uscite di produzione, nel 2005 Marcel Wanders ha ripreso la tecnica per disegnare la sua Zeppelin 1.
Valeria Parisi, Italia 2017, 28’36”
Maddalena De Padova (1928-2016) è stata la prima “signora” del design italiano. Dalla fine degli Anni 50 ha importato e divulgato il design scandinavo e ha fatto conoscere i maestri americani, Charles e Ray Eames, Alexandre Girard, George Nelson. Le vetrine del suo negozio di Corso Venezia a Milano, per anni allestite da Achille Castiglioni, erano considerate le più belle del mondo. La sua mostra sugli Shaker, setta americana del XVIII secolo, di cui ha rieditato i mobili estremamente funzionali, ha un’importanza storica. Con lei semplicità e essenzialità sono diventati valori dell’abitare. A testimonianza del suo operato e della sua figura tante voci, con un cameo di Vico Magistretti, compagno di vita e lavoro.
Sabato 22 ottobre 2022
17:15 – 20:00
Valeria Parisi, Italia 2006, 20’51”

Come esprimere l’idea che guida un progetto attraverso un sistema di illustrazione grafica? Ce lo racconta Italo Lupi, architetto, grafico e designer che progetta immagini, comunicazione, segnaletica e disegna allestimenti temporanei e spazi museali. Con lui si attraversa il tempo seguendo l’evoluzione della disciplina, comprese le diverse stagioni dell’editoria legata al design, nelle relazioni con i cambiamenti sociali, progettuali e tecnologici.
Francesca Molteni, Italia 2022, 8’24

Al secolo Gaetana Emilia Aulenti (1927-2012), architetto, per gli amici e per tutti semplicemente “Gae”. Varie interviste realizzate nel corso della sua carriera, accompagnano lo spettatore in un viaggio nella sua casa-archivio milanese, con il racconto delle tante esperienze progettuali alla scala del design e dell’architettura, il contributo al mondo del teatro e il rapporto con diversi ambiti culturali. Immagini e video privati, conservati nell’archivio, contribuiscono a tracciare un suo ritratto intimo e originale.
Film a episodi, Autori vari, Italia 1972, 50′
L’Introductory film, di Giacomo Battiato con testi e visual di Emilio Ambasz, riporta nel sottotitolo “Achievements and Problems of Italian Design”. È girato in notturna, nella Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, trasformata in una galleria di design con alcuni dei pezzi che noi oggi indichiamo come “icone”. Era il 1972 e Ambasz si preparava a portare il made in Italy al MoMA di New York, per quella che sarebbe diventata una mostra mitica: Italy. The New Domestic Landscape. Nella pellicola, restaurata, il film prosegue con 5 singoli video, proposti dai rispettivi designer (Gae Aulenti, Ettore Sottsass, Joe Colombo, Alberto Rosselli) per documentare i loro avveniristici progetti di ambienti spaziali e nuove visioni progettuali (Superstudio). Scorrono poi per immagini anche gli altri protagonisti della mostra e la dichiarazione di un assente: Enzo Mari. I video, con mood surrealista o pop, sono di Gianni Colombo e Livio Castiglioni, Massimo Magrì, Osvaldo Marini.
Emilio Neri Tremolada, Italia 2019, 2’19”

”Si poteva fare e l’abbiamo fatto!”. A fine Anni 60 del secolo scorso, inizia l’uso della schiuma di poliuretano per realizzare prodotti d’arredamento e così viene fatto il Joe. Un divano poltrona, indelebile icona della cultura pop.
Emilio Neri Tremolada, Italia 2019, 47’45”

Driade è stata fondata nel 1968 da Enrico Astori (1936-2020) con la sorella Antonia e la moglie Adelaide Acerbi (1946-2009). L’azienda è stata poi ceduta nel 2013 a ItalianCreationGroup, che continua a produrre e distribuire le collezioni a marchio. Il documentario, con numerosissime testimonianze, tratteggia lo spirito creativo di Adelaide. Promotrice di una comunicazione totale, autrice del graphic design dell’azienda, nonché art director dei cataloghi e house organ e artefice delle memorabili feste nello storico showroom di via Manzoni a Milano, ormai chiuso. È il racconto della stessa Driade, perché da lei imprescindibile, e di alcuni degli intramontabili progetti e successi, episodi di un’unica storia.
Cecilia Fabiani, Emilio Neri Tremolada, Italia 2013, 8’15”
Cini Boeri (1924-2020), designer donna della prima generazione, progettista moderna e anticipatoria, si racconta: a partire dall’esperienza negli studi di Ponti e Zanuso e al progetto che nasce dai materiali. La passione per la funzionalità, l’idea del design inteso come produzione di serie, l’inclinazione verso una progettazione inclusiva degli interni e dell’architettura degli edifici sono il filo rosso che l’ha guidata fin dal 1963, anno in cui ha aperto il suo studio milanese, portato avanti per circa sessant’anni.
Sabato 22 ottobre 2022
20:15 – 22:45
Cecilia Fabiani, Emilio Neri Tremolada, Italia 2013, 12’31”
L’atteggiamento critico, parola d’ordine: contro. Il corpo, generatore d’ipotesi progettuali. I movimenti di ricerca e la nascita di Alchimia. Mistero, un po’ rebus, un po’ flipper. Il museo di Groninger, il lavoro con i detenuti per la Cooperativa del Gran Serraglio, le molte scuole di design. Alessandro Guerriero è tutto questo e molto più, sorprendente anche nel guardare al proprio vissuto.
Federico Tiezzi, Italia 1981, 23’58”

18 settembre 1981. Milano, Salone Internazionale del mobile, Cortile della Facoltà di Architettura. Studio Alchimia con Alessandro Mendini presentano il Mobile Infinito, un sistema di arredi componibile in linea teoricamente “infinita” e disegnati con l’intervento decorativo di diversi progettisti che, su mobili grigi dati, aggiungevano ognuno elementi diversi (gambe, maniglie, profili, decori etc.). Con lo stile surreale e sovversivo dell’epoca, la presentazione, è affidata a una performance teatrale, Zone Calde, dei Magazzini Criminali. La scenografia allude a un panorama metropolitano suburbano senza qualità, uno svincolo stradale con luci arancioni strisce spartitraffico gialle, bandiere da parata militare con simboli incomprensibili mosse da grandi ventilatori.
Maria Cristina Didero, Francesca Molteni, Italia 2017, 62’

Recuperando anche materiali d’archivio, il documentario ripercorre la storia del movimento radicale italiano che tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento rivoluzionò sul piano internazionale il concetto di design e di architettura. Attraverso interviste ai suoi protagonisti tra i quali Archizoom Associati, Pietro Gilardi, Studio 65, Lapo Binazzi, Superstudio Gianni Pettena, viene ricostruita una stagione di turbolenza artistica e utopia critica nella quale l’architettura e il design vennero reinterpretati e furono strumenti di osservazione e cambiamento sociale.
Emilio Neri Tremolada, Italia 2014, 5’43”

La poetica di Anna Gili, dall’Abito Sonoro alla performance Persone Dipinte con Alchimia nel 1986, dalla M.U.C.H. ad Animal Love. Nei suoi progetti Anna Gili si è spesso ispirata alla fisionomia degli animali, ne ha interpretato il loro aspetto per progetti di lampade, sedie, arredi e oggetti o per realizzare il grande murale sulla propria casa nella campagna umbra.
Francesca Molteni, Italia 2016, 35’

Protagonista di Volevo essere Walt Disney, è Alessandro Mendini (1931–2019), ma soprattutto la sua visione ludica e immaginifica capace di creare un universo utopistico non lontano da quello forgiato dal famoso animatore e produttore americano che risponde al nome di Walt Disney. Nel documentario si rincorrono gli iconici “personaggi”, nati dalla celebre matita di Mendini di cui alcuni sono stati animati ad hoc da Era Ora & Ivana Gloria. Frutto di collaborazioni con apprezzati brand, hanno reinventato il linguaggio del design italiano. Oltre allo stesso designer, raccontano brani di questa storia le tante personalità – imprenditori, critici e designer – con cui ha collaborato o che lo hanno conosciuto.
Domenica 23 ottobre 2022
11:00 – 13:30
Valeria Parisi, Italia 2017, 50’

Tre interviste d’archivio, realizzate in periodi diversi, si intrecciano per raccontare il più rivoluzionario, eclettico e sofisticato dei designer ed architetti italiani, nel centenario della sua nascita. Ettore Sottsass jr (1917-2007). Ha attraversato tutta la seconda metà del Novecento caratterizzandola con una geniale e contagiosa spinta creativa, precorrendo sempre i tempi. Allora è bello riascoltarlo mentre rievoca la Beat Generation, l’impegno alla Olivetti, l’esperienza spartiacque di Memphis, il suo speciale rapporto con i materiali, il design, l’architettura. A delineare il percorso, si aggiungono le voci di chi gli è stato accanto: Barbara Radice, Arata Isozaki, Michele De Lucchi, Nathalie du Pasquier, George Sowden, Johanna Grawunder, Christoph Radl. Mentre giovani attori del Piccolo Teatro di Milano leggono i suoi scritti rendendo a pieno la magia che avvolge il suo pensiero.
Emilio Neri Tremolada, Italia 2017, 6’21”

Due domande essenziali per comprendere cosa una poltrona può essere. Perché e come Alessandro Mendini ha disegnato la poltrona di Proust? C’è chi la ama e chi no, ma non passa inosservata e troneggia come un manifesto. Dalla metà Anni 70, Mendini (1931-2019) inizia a pensare a un “tessuto Proust”, un tessuto che nasce da ispirazioni letterarie e pittoriche legate allo scrittore francese. Nel 1978 la prima poltrona di Proust, un oggetto “che non è artigianato, non è design, non è pittura, non è scultura, ma è la negazione di tutte questa cose”.
Francesco Clerici, Italia 2021, 28’

Realizzato nell’ambito di “Asart80. Ripensare gli Anni Ottanta. Aspetti del sistema dell’arte a Milano tra politica culturale, società e comunicazione in un decennio cruciale” – progetto di ricerca dei docenti dell’Università degli Studi di Milano, Silvia Bignami, Roberta Cesana, Davide Colombo, Nicola Del Corno, Paolo Rusconi e Giorgio Zanchetti – il ritratto video E se i punk avessero ragione? Getta uno sguardo sulla scena controculturale punk milanese degli anni Ottanta con le parole di Marco Philopat. Uno dei principali organizzatori di Virus (1981-84), centro sociale palcoscenico della scena musicale underground, e animatore di un’intensa attività editoriale attraverso l’ideazione di diverse “punkzine” creative.
Emilio Neri Tremolada, Italia 2015, 17’53”

Londra, metà Anni 80. I designer Laura Agnoletto e Marzio Rusconi Clerici sono lì, tra David Bowie, la Regina, Joe Strummer e Margaret Thatcher, in una città sporca e piena di malessere e dove il punk provoca e ispira. Lontano dal design perbene milanese interpretano l’estetica punk costruendo oggetti che sono assemblaggi di manufatti cercati tra avanzi industriali e negozi di ferramenta. Tornati a Milano i loro oggetti troveranno spazio nello store Fiorucci e nella collezione Memphis e animeranno la progettazione di lampade per Kundalini e la loro autoproduzione sempre “non proprio per bene”.
Francesco Clerici, Italia 2021, 19’

L’incontro con artisti come Nicola De Maria e Mario Merz. La collaborazione con la rivista «Domus». L’apertura nel 1986 della galleria Le Case d’Arte a Milano, uno spazio inteso come “officina”, come luogo di incontro tra artisti e pubblico. Attraverso parole, ricordi e materiali dello stesso protagonista, ripercorriamo l’attività del gallerista Pasquale Leccese durante gli anni Ottanta. Il ritratto video è stato realizzato nell’ambito di “Asart80. Ripensare gli Anni Ottanta. Aspetti del sistema dell’arte a Milano tra politica culturale, società e comunicazione in un decennio cruciale” – progetto di ricerca dei docenti dell’Università degli Studi di Milano, Silvia Bignami, Roberta Cesana, Davide Colombo, Nicola Del Corno, Paolo Rusconi e Giorgio Zanchetti.
Emilio Neri Tremolada, Italia 2016, 15’33”

Milano, settembre 1985. Spazio Alchimia. Andrea Branzi presenta Animali Domestici: collezione di arredi con abiti disegnati da Nicoletta Branzi. Pochi mesi prima la rivista «Modo» aveva dedicato spazio al Neoprimitivismo con scritti di Branzi, Pierre Restany, Franco Bolelli, Claudia Donà, Ezio Manzini, Francesco Morace. La mostra Animali Domestici, e la teorizzazione della condizione “neoprimitiva”, si inseriscono fra pensieri e visioni “postmoderne” portando nuovi temi alla cultura del progetto e offrendo un diverso modo di interpretare la modernità. Gli arredi di Branzi che univano materiali e tecniche moderne di produzione industriale a tronchi e rami di nocciolo e betulla, sono rimasti a lungo nella memoria e sono tutt’oggi punto di riferimento nell’unione dei temi antropologici con il design.
Domenica 23 ottobre 2022
14:00 – 16:00
Emilio Neri Tremolada, Italia 2022, 48’13”

Fra il 1986 e il 1989 alle esperienze Memphis e Alchimia si aggiunge un nuovo movimento: il Bolidismo. Come evoca il nome, l’approccio di quello che generano i 16 architetti che lo avevano promosso a partire da Bologna, inneggia alle forme dinamiche strizzando l’occhio al Futurismo e al mondo dei fumetti e a una organicità legata all’architettura Anni 30, ritrovando in questo l’espressione estetica del dilagare della tecnologia. Un insieme che riesce a diventare un fenomeno, catalizzatore di interesse, anche in termini culturali e di costume, contaminando design, architettura, grafica e pittura. Arrivano gli Anni 90 e il gruppo si scioglie. Ma con le sue contraddizioni, e catturando la simultaneità, rimane nelle pagine della storia. Nel documentario, dieci dei “Bolidisti” di allora, ne ripercorrono l’evoluzione.
Carlo Lavatori, Italia 1989, 5’09”

Grazie a materiale video e fotografico originale torniamo nel vivo dei preparativi e dell’atmosfera della mostra-evento organizzata da Paolo Pallucco per la presentazione della sua collezione, in occasione del Fuorisalone di Milano del settembre 1989. La scelta degli spazi abbandonati dell’ex Mattatoio inaugura la stagione dell’esplorazione di spazi alternativi della città da adibire alle mostre temporanee. L’allestimento fece scalpore: un successo firmato da Peter Pabst, scenografo abituato ad attraversare i più diversi territori creativi con forte empatia estetica.
Francesco Clerici, Italia 2021, 23’27”

Un altro contributo video di “Asart80. Ripensare gli Anni Ottanta. Aspetti del sistema dell’arte a Milano tra politica culturale, società e comunicazione in un decennio cruciale” (progetto di ricerca dei docenti dell’Università degli Studi di Milano, Silvia Bignami, Roberta Cesana, Davide Colombo, Nicola Del Corno, Paolo Rusconi e Giorgio Zanchetti). Qui incontriamo l’architetto e designer Michele De Lucchi che ripercorre il suo esordio, a partire dall’intensa collaborazione con Ettore Sottsass e dall’esperienza di Memphis fino allo sviluppo di un proprio linguaggio nell’ambito del design: oggetti, disegni, materiali e taccuini di viaggio affollano il tavolo e lo studio di De Lucchi in un caleidoscopio di immagini iconiche degli anni Ottanta.
Cecilia Fabiani, Emilio Neri Tremolada, Italia 2021, 6’16”
Tema centrale della riflessione progettuale della designer Antonia Astori è il contenimento. I suoi sistemi per Driade (azienda che ha fondato insieme al fratello Enrico e ad Adelaide Acerbi) hanno rivoluzionato l’armadio, traghettandolo dal passato alla modernità. Il racconto di un lavoro a cavallo tra architettura e design, ricerca di materiali industriali e lavorazioni sofisticate.
Cecilia Fabiani, Emilio Neri Tremolada, Italia 2013, 11’51”
Il più esteta tra i designer è un ingegnere. Alberto Meda, riflette sul proprio percorso da consulente per idee altrui a progettista in proprio. Il suo punto di vista? La tecnologia a servizio di soluzioni semplici di problematiche complesse. L’estetica della condizione minima si riassume in leggerezza fisica e visiva, e si traduce in lampade e sedie.
Domenica 23 ottobre 2022
16:15 – 19:50
Emilio Neri Tremolada, Italia 2022,
“Vivere con James è stata un’avventura incredibile”, è Marialaura Irvine a parlare. Moglie del progettista inglese, naturalizzato milanese, James Irvine (1958-2013). Anche lei designer, continua a portare avanti lo studio fondato dal marito nel 1988 e poi condiviso, con attività indipendenti per dieci anni, fino alla scomparsa di lui. Dall’incontro in Danese Milano, entrambi parte della squadra del nuovo corso del brand, passando per lievi episodi intimi, fino all’archivio da custodire, il racconto è schietto e a tratti commovente. Tutti gli oggetti e la precisione progettuale poetica di Irvine, espressa con le sue numerose collaborazioni, sono sfondo e protagonisti.
Ester Pirotta, Emilio Tremolada, Italia 2016, 32’08”

Tom Vack è un fotografo americano e questo è il racconto del suo percorso professionale dalla metà degli Anni 80 a oggi, da quando – chiamato da Michele De Lucchi, Philippe Starck e Ingo Maurer a lavorare in Europa – lascia Chicago e si trasferisce a Milano. Il suo lavoro è influenzato dai film noir americani degli Anni 40 e 50 ma anche dalle opere di Man Ray e Noholy-Nagy. Le sue fotografie sono dei veri e propri ritratti di oggetti, nei quali la manipolazione della luce ha un ruolo fondamentale. Luce che emerge dal buio, dal nero… luce usata abilmente per esaltare la natura dell’oggetto, la sua forma e le sue caratteristiche materiche. In Drunk on light si parla di design, di fotografia e soprattutto di luce.
Didi Gnocchi, Italia 2014, 33’32’’

Attraverso le parole di Claudi Luti, Presidente di Kartell, dei suoi figli Federico e Lorenza, e di esperti di design e d’arte, seguiamo il percorso dell’azienda italiana che rivoluzionò il settore del design e dell’arredamento con l’utilizzo industriale della plastica. Un materiale innovativo che Kartell rende accessibile a tutti – democratico, in una parola – il design di alto livello. Un percorso fatto di passione e di attaccamento alla tradizione e alle proprie origini, senza andare a discapito della necessità di progresso e innovazione.
C41, Italia 2020, 4’06”

Prende ispirazione dal soggolo, la fascia che avvolge il viso e il collo, e dal velo di una suora. Ma l’intento è quello di trovare la forma per riflettere la luce, nascondendo la sorgente illuminante. A partire da un foglio di metallo. Era il 1969 e le idee sono di Mario Bellini. La lampada Chiara è il risultato del connubio fra forma e funzione che guida il designer italiano. La riedizione attuale risponde all’aggiornamento necessario alla tecnologia Led, e a nuove finiture, confermando la durata di un linguaggio estetico che non conosce il passare del tempo.
Valeria Parisi, Italia 2014, 30’47”

Rinasce nel 2019, dopo l’interruzione avvenuta nel 1988, con i presupposti sperimentali di ieri disegnati, fra gli altri, dai fratelli Castiglioni, Cini Boeri, De Paz, D’Urbino e Lomazzi, Joe Colombo, insieme a Italo Lupi, Giancarlo Iliprandi, e un giovane Oliviero Toscani, che ne hanno invece studiato la veste grafica e la comunicazione. È la storia di Stilnovo, il marchio storico fondato da Paolo e Bruno Gatta nel Secondo dopoguerra, che è tornata con il Linea Light Group, a illuminare le sue classiche “icone di luce”, insieme al recupero di idee dei nostri designer di eccellenza mai realizzate per via dei limiti tecnologi del passato. Una riscoperta, che porta avanti la tradizione del design Made in Italy, capace di cavalcare ogni epoca in modo sempre innovativo, affiancando ora Maestri e designer contemporanei.
Gereon Wetzel, Germania 2016, 57’

Dal 1991 il suo nome, emerso anche grazie alle collaborazioni privilegiate con alcuni dei marchi italiani più noti, è sinonimo di severità, cura del dettaglio, ironia, immediatezza comunicativa. Konstantin Grcic dalla sua Berlino, irrompe con un pensiero nuovo che sa ricalcare i solchi tracciati dai Maestri – Achille Castiglioni, uno su tutti – con tutta l’energia e le domande del contemporaneo. I suoi progetti, alcuni divenuti dei veri cult, sono soluzioni ai bisogni, vestite con un’estetica precisa mai scontata, che non lasciano spazio al superfluo per andare incontro alle persone. Con grande curiosità verso le opportunità del design industriale e della produzione seriale, aperto alla sperimentazione, è divenuto un punto di riferimento per le nuove generazioni di progettisti. Contornato dai suoi oggetti, nel suo studio, lo ascoltiamo raccontare in prima persona la genesi del suo lavoro.
Max Rommel, Italia 2014, 7’25”

Il cortometraggio ha come soggetto Andrea Branzi, teorico del design e progettista ampiamente riconosciuto in ambito internazionale. È la messa in scena di un linguaggio, teso a veicolare parte del pensiero del protagonista. L’utilizzo dell’audiovisivo come forma di linguaggio permette in questo caso di narrare in modo sensibile la poetica del processo creativo, che di fatto ha origine nell’esistenza e nella sua interpretazione.

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